mercoledì 5 marzo 2014

fino a toccare le nuvole (le guerre degli altri)

Invasioni

paesi che invadono altri paesi appropriandosi della terra, degli alberi, rubando case e vite, uomini che arrivano su carri armati e armi che arrivano su uomini che non sono li per loro scelta ma per quella di qualcuno seduto comodo davanti ad uno schermo che dice loro "andate a prendervi quello che io voglio" 

Giovani 

che vegliano e dormono abbracciati alla paura di non farcela, sognando invece di essere tra le braccia dell'amata bene. Avanzano tremando, raccontandosi che è solo il freddo, la stanchezza. Sudando sotto i caschi ma non per il caldo, stringendo gli occhi anche senza vento, anche senza sabbia , i loro sguardi sono persi nel ricordo di chi li aspetta.
Combattono le guerre che non vogliono, che non hanno scelto né deciso perché se avessero potuto scegliere avrebbero continuato a combattere per la loro dignità, il loro lavoro, le loro famiglie . Se avessero potuto scegliere passerebbero la domenica a fare l'orto ridendo con i figli o con i nonni. 

Esseri umani

che vengono trucidati come carne da macello, non hanno un nome non hanno fatto nulla a chi ora gli punta contro un'arma, non hanno età per chi si prende la loro vita. Sono solo "il nemico" ,ma di chi?
Di chi è nemico il bambino che salta in aria mentre va a scuola tra le macerie? di chi è nemica la donna che viene assassinata mentre protegge i propri figli? di chi è nemico il vecchio che zoppicante cerca di portare a casa un pezzo di pane per l'amore della sua vita? 

Tu che invadi 

un giorno arriverai anche davanti casa mia, prepotente e vigliacco, nascosto dietro il volto di un ragazzino che non sa nemmeno chi sei, perché tu sei uno diverso ogni giorno e te ne stai comodamente seduto nella stanza dei bottoni, nulla da perdere. Giochi a poker e bluffi perché il prezzo che paghi perdendo non è la tua di vita, ma quella nostra, la loro. 

I Sogni

quelli non li prenderai mai, anche quando avrai ammazzato tutti, questo lo sai e  allora diventi avido e cattivo e insonne nel cercare il modo di rubare anche quelli, anche i pensieri, anche gli amori. Non sei mai sazio, le terre le case gli ori, non ti basteranno mai perché a nessuno di noi potrai mai portare via quella sensazione che ci fa sognare fino a toccare le nuvole . Non sarai mai investito della risata cristallina di un bambino felice, né dalla passione reale di una donna innamorata, non capisci quale sia la tua mancanza perché sei arido, perché ogni tua fibra è ormai imputridita dalla smania di conquista e possesso, i tuoi occhi sono come un pozzo senza fondo, oscuri e soli. 

Fino a toccare le nuvole

Noi amiamo così, viviamo così e sentiamo così il profumo di questa Primavera, sentiamo la musica di questa festa alla quale tu non sei invitato, quindi invasore, di qualunque colore tu sia, qualunque sia la tua bandiera torna nell'antro oscuro al quale appartieni, Noi qui non ti vogliamo. 

Carnevale è finito, la tua maschera è bruciata e noi non abbiamo più paura. 

S. 


venerdì 28 febbraio 2014

Avete rotto le Palle! (Namasté a tutti) e le Icone di bellezza

Avete rotto le palle 

voi delle riviste di moda, blog fashionist editori redattori quaquaraquà qualunque! 
Avete rotto le palle mostrando finte donne con ossa vestite di pelle e Vuitton senza carne
e senza anima! 
Avete rotto le palle voi stilisti dalla taglia zero che vi fate di coca e dita in gola e sorridendo 
dite al mondo "mangio quattro etti di pasta ... ma ho il metabolismo veloce" 

Avete rotto (scusate la ripetizione) le PALLE! 

riempendo il mondo di manichini soli, sfiniti, senza amore, senza vita perché cari stronzi, gli Uomini vogliono le Donne non le Barbie e le Donne vogliono gli Uomini non i Ken. 
Le chiamate Icone di bellezza e le mandate in passerella e sotto i flash come pezzi di cadaveri con lo sguardo perso nel vuoto ... Icone... ma fatemi il piacere!!!!! ZITTI! 

Perché quando si apre abbastanza il cuore da potersi lasciare abbracciare, la vostra taglia zero frega un piffero a nessuno. 

Perché quando si ama quando si è amati non ci si guarda con gli occhi a centimetro, quando ci si ama ci si vede nello specchio come luce,  pieni di colore.

Avete rotto le palle ma abbiamo ancora speranza di salvare il buonsenso e la dignità, di ridere con gli amici davanti ad un pasto calorico non solo nella sostanza, di berci un bicchiere di vino e chiacchierare fino a tardi e perché no, slacciarci la cintura e fregarcene perché il nostro valore non sta nei numeri delle etichette ma in quanto siamo disposti a donare emotivamente. 

Mi dispiace per voi
mentecatti, mi dispiace perché quando alla fine, come tutti anche voi finirete in pasto ai vermi avrete come unica soddisfazione una bara stretta, mentre magari io porterò con me il ricordo di momenti condivisi anche intorno ad un tavolo con le persone che amo e mi sentirò generosa, perché i miei di vermi almeno avranno di che sfamarsi! 

E, scusate se ve lo dico, ma tra un tot di anni le vostre firme non saranno che storia vecchia senza spessore e se non avrete fatto del bene non sarete la memoria di nessuno, mentre, solo per fare un esempio, la mia nonna Giulia, tondetta e sorridente e sempre con una scorta di cioccolato e caramelle e nutella, è immortale, perché l'affetto dei sui caldi morbidi abbracci non sarà mai dimenticato, i suoi occhi limpidi come il cielo, il suo sorriso disarmante e ogni cosa di lei, Bellissima Donna, amatissima Nonna nulla sarà mai dimenticato, e quando diceva "taglia" ... diceva "taglia due fette di prosciutto e pane e magna!" 

Ecco
mia Nonna Giulia è stata e sarà sempre per me Icona di bellezza e bontà.
S. 





venerdì 21 febbraio 2014

Io Sono, parliamo un momento

parliamo un momento dell'aspetto

Io sono come sono, non sono magra, non sono sportiva, non sono alla moda. Io Sono.
Siamo tutti sottoposti alla pressione dei media, ci dicono come vestire mangiare parlare come amare, sta a noi decidere di farci travolgere dall'onda della superficialità estetica, quella che non tiene conto del cuore, dei pensieri, quella bolla di sapone che ci esclude dal mondo se non siamo conformi a quanto vogliono imporci e farci credere sia giusto essere annullando le personalità, prendendosi gioco della vita di chi non vuole conformarsi a questi stereotipi vacui e vuoti. 

Io Sono
Me stessa sempre , lo sono con la mia ciccia sui fianchi, i capelli in disordine, lo sono senza scarpe Jimmy Choo e senza ritocchi. Sono Io con la mia voglia di abbracciare tutti e con la tuta perché ci sto bene. Non frequento locali alla moda e salotti chic, con un buon caffè caldo e con le sigarette , quelle vere che non sostituisco con la plastica perché non voglio vivermi i miei vizi con una truffa. Mi accetto così.

Certo non è sempre stato così, da ragazzina anche io ho avuto la mia dose di insulti gratuiti da cattivissimi coetanei, non facevo parte di compagnie alla moda ma di compagnie vere, dove le cose si affrontavano insieme, dove tra Amici ci si faceva scudo per proteggerci da chi voleva ferirci. 
Anche io ho pensato : mannaggia! non sono magra, non ho i jeans firmati, tutti ci siamo passati, ma ho imparato presto a guardare oltre, a vedere le persone per quello che realmente sono, ho preso le mie cantonate fidandomi delle persone sbagliate e ho pianto, ma sono ancora qua, mai camuffata. 

Preferisco di gran lunga cantare (stonatamente) fuori dal coro e ridere di me, dovremmo tutti prenderci un pò meno sul serio così quando ci troveremo davanti ostacoli di vario genere avremo la forza di affrontarli . 

Gli amici
ecco gli Amici sono quelli che ti amano anche senza trucco e fronzoli, che vengono a bersi un bicchiere a casa tua e se sei in pigiama o malata o triste... a volte arrivano in pigiama pure loro per farti ridere . 

Parliamone un momento ma soprattutto viviamoci senza ansia, viviamoci con il sorriso che tanto morire moriamo tutti, ma volete mettere che bello andarsene sorridendo?! 

S.

mercoledì 19 febbraio 2014

Bullismo

Il bullismo
quello perpetuato da altri e quello verso se stessi hanno quasi lo stesso peso, 
dico quasi perché è sempre più difficile difendersi dai propri fantasmi, 
quelli che ci logorano dentro togliendoci il respiro.

Il bullismo dell'altro
non sempre nasce dal disagio sociale delle famiglie, esistono anche le persone
cattive, quelle che a dispetto di un ambiente sano decidono, si decidono di 
sopraffare un altro, senza conoscerne la storia, i pensieri, le emozioni. 
Attaccano senza riguardo spalleggiati da altri cattivi come loro o semplicemente
indifferenti all'altrui dolore, questo è terribile. Ragazzini che deridono, vessano, umiliano
altri ragazzini con il beneplacito degli astanti, bisogna dire basta, bisogna reagire. 
Bisogna anche ascoltare le richieste di aiuto, per quanto possano sembrare difficili 
da affrontare, non possiamo tapparci il naso, non possiamo stare in silenzio. 
I bulli ci sono sempre stati, malgrado la nostra apparente evoluzione siamo ancora dei primitivi
viviamo ancora in un epoca dove lo squalo viene premiato, non abbiamo tempo
di insegnare quello che a noi hanno insegnato(a me l'hanno insegnato) : difendi il debole, aiuta chi è 
in difficoltà, abbatti il muro omertoso che circonda le ombre dell'essere. 

Il bullismo del Se
quando ci sembra che la nostra anima non sia abbastanza forte da contrastare
la nostra mente, quando ci infliggiamo dolore perché convinti di non meritare
altro che quello. Bisogna aggrapparsi a chi ci ama, bisogna scavare dentro e 
far rivivere i pensieri felici, lottare per ritrovare un sorriso scemo, abbracciare
il mondo, gli amori... noi stessi. Riconoscere che siamo imperfetti ma siamo 
perfetti proprio per questo, lo siamo per noi, per chi ci ama e anche se è difficile
bisogna guardarsi allo specchio e dirselo dritto in faccia 
IO MI AMO
da qui ricominciare, ripartire dalla meravigliosa sensazione di essere così, 
semplicemente. Le fragilità saranno sostenute da una rete di emozioni e 
affetti che non lasceranno mai che il cuore cada nel burrone della disperazione. 
Dire : sono qui, sto cadendo e non trovo appigli, aiutami, aiutatemi e fidarsi
dell'amore che c'è. 
Questo non vuol dire smettere di soffrire, non sempre, ma soffrire meno ogni giorno
un passo alla volta risalire verso se stessi più forti.

Altre storie
quelle che spero riescano a sopraffare il senso di vuoto, che riempano i nostri giorni 
creando ricordi profumati di buono, come di burro e zucchero... Altre storie che 
creeremo un giorno alla volta, portandoci a riempire l'album delle nostre 
emozioni con fotografie colorate come la primavera, la Vita, questa splendida storia che 
scriveremo, che vivremo perché è la più grande avventura che ci è stata
regalata. 
S. 


martedì 18 febbraio 2014

La dittatura la democrazia le favole

La dittatura : 
La dittatura è una forma autoritaria di governo In senso lato, dittatura ha quindi il significato di predominio assoluto e perlopiù incontrastabile di un individuo (o di un ristretto gruppo di persone) che detiene un potere imposto con la forza(fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Dittatura )

Eccoci in dittatura, 
dove mezzi uomini dotati di appoggi economici occulti urlano ai quattro venti che meno male che siamo in Italia dove c'è la democrazia. 

La democrazia :
La democrazia (dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere) etimologicamente significa "governo del popolo", ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini (fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia )

Così ci raccontano, l'Italia è un paese democratico. 
Allora mi chiedo come mai ci governano senza elezioni, come mai ci portano via tutto e nemmeno poco alla volta, ci hanno tolto tutto e stanno attaccando la nostra dignità di Popolo, mangiando via i nostri diritti, coprendo la puzza con informazioni false e false speranze. La Costituzione è diventata carta straccia. 
Ci svegliamo ogni mattina sperando che qualcosa cambi ma dentro di noi sappiamo che continuando così non cambia nulla o peggio, ci crogioliamo in questo pantano per paura che si vada ancora più a fondo.
Mio nonno diceva : Più scuro della mezzanotte non se pò fa! Siamo arrivati alle ventitré .... può ancora essere più buio. 
Siamo qua in balìa di questi serpenti che a quello incontrato da Adamo ed Eva gli fanno le scarpe, ci hanno abbandonati, in confronto la matrigna di Hansel e Gretel è buona come la fata turchina che quantomeno aveva la scusa della povertà. I nostri governanti hanno riempito i loro piatti con le nostre teste ed hanno ancora fame. Sono affetti da disordini alimentari, ci mangiano, masticano e poi vomitano quello che resta. 
Ora devo mettermi un paltò e andare a lavoro, perché io,  ho la fortuna di avere ancora un lavoro, lavoro per soldi che non bastano a sfamare la famiglia o pagare le bollette i pizzi governativi i mutui, i festini di questa manica di sadici che girano con addosso la maschera dei governanti democratici. 
No signori, non siamo in democrazia e nemmeno in dittatura, siamo tra le fauci dei porci, senza bandiera, senza orgoglio, senza ideali. 

Signori, rinfoderate i denti e gli artigli, se questa è l'Italia democratica (sulla carta) voglio la dittatura. 

S. 

lunedì 10 febbraio 2014

Requiem per l'Italia



Italia nostra, dove le diciottenni muoiono per un ascesso dentale, dove i padri non sanno più come sostenere le famiglie, dove le madri si umiliano per un pezzo di pane. L'Italia, nazione di poeti letterati artisti menti geniali e politici che si nutrono di vite, come cannibali. Mangiano via le esistenze per l'auto blu gli aerei privati i ristoranti famosi. Mangiano l'anima di un popolo in ginocchio, si l'anima, perché il corpo si è logorato sotto il bombardamento della tassazione senza regole della malasanità e del sistema mafioso che dice di governarci invece ci tiene prigionieri con catene di carta firmate da esseri immondi che urlano in parlamento mentre stringono i cappi intorno ai nostri colli. L'Italia, il bel paese che fa salti indietro nel tempo lasciando che i giovani non abbiano più sogni o nel migliore dei casi debbano fuggire per realizzarli. Mentre barconi carichi di altre anime stanche arrivano prendendo il posto di altri che fuggono, credendo di trovare l'eldorado per posare poi i piedi su cumuli di sterco. la costituzione sta morendo, infilzata dalle lingue avide di chi siede sulle rosse poltrone. Hanno ucciso il sapere rendendo le scuole spazi di vuoto culturale, hanno assassinato gli ospedali lasciando scorrere rivoli di sangue e dignità. Girano con gli occhiali scuri perché sono troppo codardi per guardare l'abominio commesso.
Amen
S.
Immagine da :  http://en.wikipedia.org/wiki/Requiem_

giovedì 12 dicembre 2013

L'Italia s'è Desta (ne siamo sicuri?)

A Roma se la ridono, alcuni. Spero non troppi anche se la speranza ora possiamo paragonarla all'unicorno... molti ne parlano nessuno li ha visti (se li avete visti voglio le foto).su facebook la gente si insulta : fascista comunista fancazzista ignorante etc. in piazza la gente si insulta : comunista fascista fancazzista ignorante etc.  a Roma se la ridono mentre si stringono il cappotto addosso salendo sull'auto blu, andando a fare le spese natalizie con i soldi dei : fancazzisti ignoranti fascisti comunisti etc. le lotte servono ma funzionano quando (purtroppo) vengono dalle persone con il potere, quelle persone che detengono il potere economico per intenderci. Rispetto tutti quelli che sono in piazza, anche quelli che non hanno idea del perché sono li a urlare slogan preconfezionati e che hanno perso soldi in questi giorni ma è la dignità che bisogna riconquistare, quella di essere Italiani e non italioti, quella dignità che si trasmette di padre in figlio, delle madri che piangono la notte in silenzio per far quadrare il bilancio diroccato della famiglia. 
L'Italia non s'è desta perché il torpore del "tanto questa è la minestra" fa comodo, perché non ha più forza l'Italia di destarsi e raddrizzare le spalle dopo anni, piegate da insulti (internazionali) e pesi (sociali) e preoccupazioni (private) e oppressione (fiscale) e paura ...tanta paura. 
L'Italia a forma di stivale dovrebbe cominciare a dare calci politici intellettuali economici filosofici artistici poetici ma quelli brutali fisici e cattivi, non servono a nulla. 
L'Italia s'è desta ma ha trovato nebbia e si è rimessa sotto le coperte. 

S.