domenica 30 settembre 2012

Tutti in fila ...(Amen)

Mi piace arrivare e sedermi in chiesa qualche minuto prima che cominci la messa, per osservare le persone intorno a me, la devozione e la noia si sposano con la fede e l'obbligo. 

(Seduta in quel monumento costruito dall'uomo per gridare la propria fede mi chiedo se la mia di fede abbia bisogno di toni così alti.)

Sto seduta tra mio figlio ed una suora, di quelle che sul viso hanno davvero un' espressione di pace e serenità, consapevole di chi è senza presunzione. Io no, non so ancora chi sono, ancora in costruzione.
Io sono le fondamenta della mia chiesa per niente moderna, manco ancora di molti mattoni, non ho vetrate colorate ma ho molti colori pronti ad unirsi tra loro per creare un disegno che mi faccia sorridere e mi accompagni in questo mio crescere giorno per giorno. 
Ho fede, in chi amo, in Dio e amici cari possiamo dargli tanti nomi diversi, ma ognuno di noi arriva al giorno in cui alzando gli occhi chiede amore e  forza, in quel momento non contano le bandiere che innalziamo, le preghiere che recitiamo, le lingue che parliamo ma semplicemente il calore che cerchiamo. 

Tutti in fila, ordinatamente . Osservo i volti che mi passano accanto (io non sono in fila) cercando di immaginare le storie che accompagnano quelle rughe, quelle espressioni meste, quei sorrisi e le preoccupazioni che tolgono il colore dalle gote dei partecipanti. 
Preghiamo tutti, Dio la Musica un Libro un Quadro una Persona , preghiamo tutti per la salvezza del nostro cuore, per Sentire il sangue scorrere impetuoso attraverso ogni nostra fibra. Gesti e parole, sogni e delusioni. 

Non sono la tessera di un mosaico, sono una foto in bianco e nero ritrovata in fondo ad uno scatolone, pensandomi persa. La metto insieme alle altre mie memorie, quelle sbiadite e dolorose, quelle vive e felici. 
E' ora di un nuovo scatto, che non finisca nel fondo di cartone, che non si abbandoni a se stesso, è il momento di incorniciare la mia vita con colori brillanti e camminare sicura verso quello che verrà. 
S. 



venerdì 28 settembre 2012

riso amaro (e brindisi veri[?])

Ridiamoci su
quando siamo tristi ridiamo di più  perché la tristezza ci mette a disagio e mette a disagio gli altri. Se diciamo a qualcuno che siamo felici, sereni etc. le reazioni variano dalla condivisione all'invidia, ma quando ammettiamo di essere sul fondo nel migliore dei casi scateniamo la compassione, le persone abbassano gli occhi, cambiano argomento, fanno una battuta. Confortare è difficile, penoso a volte, richiede molta più forza di quanta ne abbiamo.

Ridiamo, di noi stessi e degli altri, fino a sentire le lacrime scorrerci sul viso, fino a quando la nostra maschera si scioglie e come tristi e vecchi clown di un circo di periferia torniamo nel nostro camerino, e per quanto impegno possiamo metterci, lavando via tutto il trucco, troviamo un volto affranto e riusciamo a contare ogni pena in ogni ruga, scorriamo con i pensieri l'ilarità che abbiamo condiviso e soffriamo perché il dolore mascherato , seppur ben visibile, è stato ignorato, abbiamo riso chiedendo aiuto e ci siamo visti piccoli in fondo all'arena, con la folla gaudente intorno a noi. 

Come in una sala di specchi, calici alti e voci acute, il riflesso dell'angoscia amplificata come potrebbe esserlo il suono di un'unica voce in un' aula circolare, chiara ed inconfondibile, ma il pubblico aveva pagato solo per ridere , triste e vecchio pagliaccio, tutti sono corsi fuori dal tendone e   tu sei rimasto seduto nella sabbia, le scarpe troppo grosse, la giacca troppo stretta ed allora urli con tutta la tua forza ma non hai più voce e l'immagine di te stesso è l'immagine della pena stessa. 
Le luci si spengono una ad una, ti alzi e sei più curvo e più vecchio di ieri. 

Domani ci sarà un altro spettacolo signori! ha! ha! ha! 
S.
Giovanni Papini ha scritto : ridere significa avere paura. L'uomo è "l''animale che ride" perché lui solo sa di dover morire. 

mercoledì 26 settembre 2012

tenersi per mano (il romanticismo non è morto)

Tienimi la mano, e stringila forte prima che l'insolente fato possa portarmi via da te . Così  scrisse Hermann Hesse 

Le mani
 proteggono lavano aiutano offendono, le mani feriscono. Quanto dolore e quanto piacere possono passare da queste estremità che tanto ci distinguono da molti altri animali? 
Tenersi per mano, proteggersi in qualche modo; io non ti perderò ! questa è la promessa che facciamo al bambino impaurito nella folla, questa è la promessa che vorremmo fatta a noi nelle strade solitarie della nostra vita. 

Perdersi
è così facile che sarebbe quasi la scelta migliore, quella meno gravosa in apparenza; mi perdo e non devo più spiegazioni.


Trovarsi 
ci siamo trovati, non è servito molto tempo, ci conoscevamo già. Ci siamo raccontati i nostri ricordi quasi fossero comuni, ritrovati a camminare sullo stesso sentiero, come se ogni ora, fino ad allora ci avesse condotti l'una all'altro. Il tempo non è stato né troppo né poco, quello trascorso prima di prendersi per mano, ma giusto e quando hai scorto i miei occhi non è importato che fosse buio perché hai visto molto più di quanto chiunque avesse mai fatto prima. 


Tienimi
Come se lasciandomi io potessi finire nell'abisso privo di passione, come se lasciandomi i sensi tutti potessero abbandonarmi con te. Tieni strette le mie mani come se da questo dipendesse il futuro delle galassie e se devo perdermi ancora è solo in te che sono disposta a farlo.


Allontanarsi
Ci si allontana, per tante ragione diverse, mi sembra che fosse un lunedì ed ero in ritardo, sapevo che non ti avrei più visto. Ognuno sulla sua auto e via, verso le nostre vite. 
Non mi hai tenuta, forse non mi sono lasciata tenere. 

S.

La cosa più difficile da trovare nei legami amorosi, è l'Amore - F. De La Rochefoucauld 

lunedì 24 settembre 2012

la torta di mele

c'è chi cerca l'altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza. Sono uno spicchio di me stesso. - Fabio Volo 

la torta di mele in forno
alle cinque e trenta è un piacere di quelli puri, come il primo caffè, un bacio improvviso, la telefonata che aspettavi. L'aroma si diffonde in tutta la casa, familiare confortante e sensuale allo stesso tempo. La mattina buia gli da un sapore speciale, poche luci accese (non servono, conoscono la mia casa, riconosco i movimenti necessari a farla mia). 

La mezza mela
tagliare le mele in anticipo ed immergerle in acqua lascia che il sapore si esprima come potrebbe farlo un pianista concentrato ed innamorato delle note, sbucciate con cura, tagliate con rispetto prima a metà e poi in quarti, spicchi di mela come spicchi di me, adagiati sopra il soffice impasto, abbracciati dal burro e ricoperti dallo zucchero, dentro morbide, fuori croccanti... Siamo un pò tutti così, lasciamo che si veda la crosta, la nostra parte più dura perché la parte più tenera è per pochi, non sappiamo chi potrà apprezzarla , temiamo chi potrebbe deriderla. Allora la lasciamo dentro, al sicuro, chi saprà vederla ci cambierà per sempre, chi la vede già ci rende ricchi di una ricchezza senza misura.

In fondo
in fondo come in superficie, sono quel che sono, come la torta di mele, sai sempre quale gusto aspettarti eppure ti sorprende, forse perché non seguo mai una ricetta, metto al bando le raccomandazioni della pasticceria classica che impone regole ferree, come lo faccio con me stessa, la spontaneità regala sempre quel pizzico di novità che non ti aspetti, ma in fondo sai che sei al sicuro, le mele sono mele! io sono io.

S.

Madre Natura (ed Io)

Chi intravede il mistero della Natura|non può essere ingannato da alcun tema del di là - Omar Khayyam

Rigogliosamente
Nel mio piccolo coltivo piante ed alberi, li curo li amo li cresco spettinati, lasciando che esprimano i loro sentimenti e la loro gioia di vivere.
E loro crescono, dandomi molto più di quanto io dia loro, riempendo i miei spazi vuoti di colori e profumi, ammorbidendo i miei passi in autunno facendosi tappeto. 
e loro vivono e accolgono la vita, un piccolo Colibrì, una famiglia di merli, insetti di vario genere, ospitano la mia gatta quando si sente esploratrice e sopportano il mio cagnone che scava buche attorno ai loro tronchi in cerca di chissà quale tesoro.

Rovinosamente
La tecnologia nella mia casa mi si rivolta contro, rompendosi ovunque possa ed in modi davvero fantasiosi. Lasciando che io esprima il mio disappunto nei modi più curiosi  che conosco, linguisticamente e non solo. Gesticolo come la protagonista di una telenovela anni '90 e quasi impreco, ma gioiosamente, in tre lingue diverse, una delle quali ... non conosco. 

Fortunatamente
Mi ricompongo, esco nel mio piccolo giardino-cortile-tempio etc. , respiro senza timore la Natura, accarezzo il cagnone che (detto tra noi) ha bisogno di un buon bagno, mi accomodo sulla mia sdraio e guardo il cielo attraverso le foglie del glicine che da quest'anno ha una personalità davvero forte, guardo il cielo e non posso rimanere imbronciata, a dire il vero mi viene anche un pò da ridere perché è tragicomica la mia esistenza, a volte. Allora rido e Argo (cagnone puzzone) mi guarda con circospezione, ma solo per poco, poi si tuffa sulle mie ginocchia in cerca di coccole, rido quindi non abbiamo problemi, l'equazione per lui è lineare. 

Gratitudinamente (neologismo) 
I miei figli, l'amore per loro, mai scontato mai banale, è il mio principale motivo di gratitudine verso l'universo. Loro sono la mia energia, qualunque cosa accada. 
Quindi, gratitudinamente io sorrido al mio gelso, alla catalpa, al  piccolo colibrì, mi inchino al glicine, alla natura tutta, faccio una piccola riverenza alla crepa che scorgo nel muro di casa ed un inchino alla ruggine del cancello. I miei figli hanno dato un significato alla gratitudine universale, all'amore incondizionato. 

Madre Natura
Prosperosa come me, anche quando sembra aver perso tutto, anche quando la terra è brulla e spoglia Lei è viva, Io sono viva. Scompigliata e scapigliata, sveglia all'alba grata dal primo istante. 
Spettinata ... Amici miei, correte incontro al vento, alzate gli occhi al cielo quando piove, saltate nelle pozzanghere e prendiamoci meno sul serio. Io non aspetto più, voi? 

S. 




venerdì 21 settembre 2012

Il Leone nel cortile e l'Autunno

E se ci chiudono la porta dei sogni, siamo già morti (Roberto Benigni) 
Ho sognato un Leone nel mio cortile, maestoso e calmo
l'ho guardato con riverenza, cercando di capire cosa mai potesse volere. Ho ammirato il suo incedere sicuro, protettivo.
I sogni mi incuriosiscono sempre, cerco di analizzarli, di sviscerarne il significato per poterne capire il messaggio, un Leone nel cortile è un gran bel sogno, quasi una rinascita onirica.

Simbolicamente rappresenta il nostro leone interiore, ne è il riflesso identico, pare che possa simboleggiare il coraggio e la forza interiore per farci accettare le potenzialità insite in noi, immagine davvero confortante. 

Oggi è il primo giorno d'Autunno
 una rinascita, il risveglio della natura con colori ambrati e albe magiche, così sarà la mia rinascita. Certo, ci vuole impegno oltre che coraggio e perseveranza ma quando si decide di non lasciare più che i giorni ti vivano e viverli invece consapevolmente, qualcosa cambia.

Albert Camus  ha scritto : l'autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore
Allora voglio che questo Autunno sia la mia Primavera, quando ogni paura diviene una sfida, ogni angoscia lascia il posto al coraggio, voglio che questo Autunno sia il mio Leone coraggioso, che cammini con me attraverso i giorni,  fiero, regale, sicuro. 

E' ora di rimuovere le sbarre emozionali, di aprire i cancelli e lasciare che ogni colore si faccia avanti, rinvigorita dalla pioggia fresca che lava via i timori, abbracciata dal vento giocoso che porta lontano l'insicurezza . 

Ora.
S. 



giovedì 20 settembre 2012

Se la vita ti da limoni (...)

Ci deve essere un'altra soluzione
tremila anni e nessuno l'ha trovata, che vuoi da me? 
è ora che qualcuno la trovi 
(Il giardino dei limoni)
Se la vita ti da  limoni...fai la limonata, o meglio : tira fuori la tequila, il sale e cin cin! 
in qualche modo siamo tutti, chi prima e chi dopo, figli della sfiga. Quella subdola meretrice che annebbia la vista con vistose lacrime e annienta la volontà di andar avanti. Poi ...
Poi un giorno possiamo scegliere, continuare a subire gli attacchi miseramente, senza reagire oppure AGIRE. 
Certo, a volte agire è costoso, faticoso, agire è spaventoso, ma non possiamo arrenderci alla paura, di qualunque genere essa sia. 

Messi alle strette abbiamo due (a volte meno a volte  più) possibilità, morire oppure vivere. 

Attenzione, non SOPRAVVIVERE ma vivere, davvero, intensamente. Seduti al tavolo delle trattative con noi stessi mettiamo giù le nostre carte, quelle buone e quelle pessime, facciamo i conti con chi siamo perché  la sfiga teme chi prende in mano le redini della propria esistenza anche se dobbiamo trattare con quelle cose che non ci piacciono, nel momento stesso in cui prendiamo le briciole di coraggio rimaste (in fondo ognuno di noi ne ha una rimanenza, come quel vecchio paio di calzini in fondo al cassetto che ti salvano le mattine d'inverno) noi cominciamo ad uccidere la sfiga. 

Tequila & limoni
come gli amici, ne abbiamo bisogno più di quanto, spesso, siamo disposti ad ammettere. Non the verde, tisana, acqua fresca, ma tequila, che ci smuova da dentro come un fulmine che squarcia il cielo prima del temporale, risvegliando la natura e riportando in circolo quella forza sopita dandole un gran calcio nei fondelli, lo sprint del limone e lo sfrigolio del sale sulle labbra. vivi, finalmente!

Non solo
Non sto consigliando l'alcolismo come soluzione , per carità, sarebbe un problema enorme che copre una serie di problemi medi, è solo una botta in testa, una volta su mille. 
Anche perché si sa, l'alcool conserva tutto, tranne i segreti e le buone maniere, e tutti abbiamo bisogno di entrambi. 

Alla fine
un brindisi a madama sfiga, che mi ha portata fin qui, che gli inferi ti accolgano come meriti, Addio. un brindisi al coraggio, del quale non vorrò più sentire la mancanza, in alto i calici agli amici, quelli che ti (mi) amano così, senza fronzoli e senza domande. Cin Cin a tutti voi amici miei, camminate a testa alta, armatevi di voi stessi, il miglior guerriero che ci sia. Amate voi stessi. 
Abbiatene il coraggio (io ci sto provando)

S.